fortuna che ho degli amici che mi ricordano quel che io distrattamente dimentico di aver fatto!
Dama – Echoes
mettetevi la maglia di lana perchè una volta fatto play la steppa e i suoi gelidi venti vi riempiranno casa!
Barbara Schera Vanoli
Barbara è un’anima di un lupo delle grandi foreste del nord accidentalmente caduta sulla terra a Milano 2. Canta in maniera travolgente e scrive canzoni con una classe ed un’altezza squisitamente mitteleuropee. Da ascoltare seduti davanti a vette innevate sorseggiando brandy.
Fabrizio “il Biondo” Biscontri
Il Biondo vive in un casale che assomiglia molto al mulino bianco della pubblicità! Al suo interno gestisce un bellissimo studio con annesso agriturismo. Da contattare nel caso si volesse fare un disco lontano dal traffico della città, immersi nel verde e nel silenzio.
DJ Promenade
Promenade è una persona cosi in sintonia con ciò che ha attorno che ogni volta che va a suonare in qualche regione d’Italia per tutta la settimana dopo parla con l’accento che ha sentito durante la serata. Ve lo consiglio dopo date a Pordenone e a Cagliari. Ha un’etichetta d’n’b, la BNC express, con la quale pubblica circa 30 singoli all’anno. Yo M8
Woody Gipsy Band – Una Diabolica faccenda
adoro la colonna sonora ispirata a Tom&Jerry
StereoCut – FastFood
support StereoCut
Federico Dragogna
Federico Dragogna scrive come scrivono quelli che un secolo dopo la loro morte vengono messi nelle antologie di italiano e studiati da eserciti di liceali. Invidio i liceali del 2200! Si troveranno a studiare questo blog, queste locandine e tutti i dischi dei Ministri
Fine del monopolio della SIAE_
Qualche anno fa ho avuto modo di toccare con mano cosa vuol dire monopolio, statalismo, burocrazia. Dovevo ordinare 1000 “bollini” alla siae. Era la prima volta ed ero un po’ emozionato. Vado allo sportello credendo si trattasse di un’operazione rapida, sbrigabile in giornata. – signor Bardi la sua richiesta non può essere evasa prima di 3 settimane. Prenda appuntamento per ritirare i suoi “bollini” nel reparto stampe – mi disse la signorina allo sportello “bollini” alla mia prima gita in siae e ora mi trovavo nella sala d’aspetto del suddetto reparto stampe “bollini“. Con me altre 2 persone. Arrivato il mio turno mi consegnano l’agognato oggetto del desiderio. Dovete sapere che 1000 “bollini” siae si presentano come un rotolo di nastro adesivo, grande piu o meno come una donuts di McDonald. Il che, devo dire, mi ha deluso molto… 1000 “bollini” siae. Olografici. Luccicanti. Il sigillo papale della musica tramite il quale si diventa musicisti adulti. Professionisti, regolari, retribuiti. Facenti parte di un sistema che , in una maniera ancora a me non del tutto chiara ma sicuramente ruotante attorno al “bollino” siae, ridistribuisce tutti i soldi che girano nell’ambiente musicale! Come una sorta di fontana del benessere con in ingresso “faredellabellamusica” e in uscita “unavitabbastanzagiata”. Dal mio punto di vista era una sorta di laurea in musica, un patentino per poter esercitare. Ora avevo i “bollini“!!! E mi ritrovo co sta ciambella… cazzo, me li aspettavo incartati uno ad uno, accompagnati da una lettera manoscritta del Magnifico Rettore della siae che mi metteva in guardia sui pericoli e le insidie di questa difficilissima arte – da un grande potere deriva una grande responsabilità – avrebbe recitato il manoscritto – da oggi sei stato accettato alla tavola rotonda di “chihaqualcosadadire”, ti concediamo mille “bollini” argentati, fanne buon uso figliolo! – e invece niente. Un rotolo di nastro. In un sacchetto di carta. Per scrupolo controllo e mi accorgo che avevano sbagliato la stampa (ero diventato enZa bardi!!), torno al bancone e faccio presente il loro errore. L’omino dei “bollini” si scusa, si gira, va verso una macchina alle sue spalle, preme dei bottoni. La macchina inizia a girare. Mentre la “stampatricedibollini” lavora riesco a sbirciare dietro le quinte dell’ufficio dei “bollini“. Ci sono 4 o 5 scrivanie colme di faldoni, moduli, carta, cartelline, timbri e prestampati. Impiegati (almeno 2 per scrivania) che camminano, si consultano, scrivono qualcosa sulle loro scrivanie coperte da pile di fogli. Poi tornano a cercare i colleghi con lo sguardo. Seriosi. Statali.
Immagini che la mia memoria associa ai servizi del telegiornale su mani pulite, sui processi, sui tribunali. Ogni volta che la notizia riguarda qualche processo, le immagini sono sempre le stesse: carrellini pieni di faldoni, montagne di fogli, evidenziati, oscurati, duplicati. Impilati su scrivanie stracolme che ti viene da pensare che sia owio che i processi durino decenni – ammesso che uno di quei fogli contenga il nome dell’assassino scritto in maiuscolo col pennarello rosso ci vorranno comunque dieci anni per controllarli tutti! Sono ancora li perso nei miei pensieri da incubo burocratico quando l’omino dei “bollini” mi fa – ecco i suoi “bollini“, scusi per l’inconveniente.
Trenta-Fottuti-Secondi.
Ci sono voluti 30 secondi. Ho aspettato 3 settimane. La siae è una stampante che in 80 anni ha accumulato una coda di stampa di tre settimane, persa tra una burocrazia inestricabile di carta, polvere, menefreghismo e ruberie. Tre settimane. Trenta secondi.
A quel punto mi è salita una certa voglia di dire quale fosse il mio pensiero a riguardo. Il mio educato intervento si può riassumere così:
– Maledetti monopolisti obesi, cani gonfi e malati che cazzo ci fate in 10 qui? Controllate che la stampante funzioni mentre giocate a battaglia navale? Tre settimane per un lavoro di pochi secondi??!!!? Ma lo sapete che il giorno che liberalizzano sta storia dei bollini vengo qua fuori con un ciclostile a manovella come Totò nei soliti ignoti e vi faccio chiudere in tre giorni??? Tre settimaneeeeeee per trenta secondi di lavorooooooooooo!! Caniiiiiiii
Applauso degli altri due bollinandi, uscita trionfale – o meglio fuga precipitosa – prima che i 5 secondi di “imbarazzo x pazzo che sbraita” finissero e che i 10 giocatori di battaglia navale mi inseguissero brandendo le loro appuntitissime matite.
Pare che quel giorno sia arrivato.
Nessuno di voi ha un ciclostile? Dawero!! Nessuno? Dai?!! Ora volete dirmi che nessuno di voi ha uno zio falsario o brigatista??.. dai, non ci credo…
EB
Matteo “CantaLoop” Cantaluppi
il Cantaloop è una persona capace, intelligente e umile. I suoi mix sono sempre potenti e ariosi e le sue produzioni concrete e di carattere. Sono veramente fortunato ad averlo come socio al MonoStudio! Molto divertente il suo blog sulle frasi che si sentono in studio di registrazione, RecordingSnob
Matteo “il Sergente” Sandri
il Sergente è il miglior socio che mai potessi sperare di avere nella vita. Ha un orecchio sopraffino e un’attenzione maniacale ai dettagli sonori. Non a caso è il Sergente!